24 settembre 2008

Caso Alitalia : il Veltroni pensiero

Walter Veltroni scende in campo per esortare il governo a fare in fretta e fare bene. Scende in campo ? Cioè ? Fino ad ora dov'era ?
Certo che ai democratici di sinistra non ne va bene una. Terminate le elezioni, il buon Veltroni si è naturalmente eclissato. Ogni tanto ricompare per esternare il Veltroni-pensiero che spesso è in contrasto con molti appartenenti al suo schieramento.
E pensare che aveva iniziato bene, si era reso interessante agli occhi dell'opinione pubblica tentando di emulare il più famoso Obama futuro candidato alla presidenza degli USA. Tuttavia credo che Veltroni negli ultimi mesi sia diventato una copia molto sbiadita di Obama, sopratutto ha subito e subisce continuamente i colpi di comunicazione che gli vengono inferti da Berlusconi il cui carattere a tratti folkloristico piace molto di più agli italiani.
Quindi per favore, evitiamo di cadere in ovvie banalità. Il buon Walter poteva ma sopratutto doveva pensarci prima a "scendere in campo" a favore di Alitalia, ora è già tardi.

22 settembre 2008

La strage degli immigrati

Della strage di africani avvenuta pochissimo tempo fa nessuno ne parla più ormai. Ci pensa Repubblica oggi a pubblicare una lettera di Roberto Saviano (l'autore di Gomorra) che ci aiuta sempre di più a riflettere sui mali della nostra giovine vecchia italia, se mai ce ne fosse ancora bisogno.
Ha ragione Roberto Saviano quando si chiede se riusciamo a vivere serenamente solo perchè siamo onesti. Pubblichiamo il testo integrale della lettera di Repubblica, sperando di aiutare qualcuno a fare qualche riflessione.


Fonte : Repubblica.it

I RESPONSABILI hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un'anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria. Tra di loro si sentiranno combattenti solitari, guerrieri che cercano di farla pagare a tutti, ultimi vendicatori di una delle più sventurate e feroci terre d'Europa. Se la racconteranno così.

Ma Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino e Pietro Vargas sono vigliacchi, in realtà: assassini senza alcun tipo di abilità militare. Per ammazzare svuotano caricatori all'impazzata, per caricarsi si strafanno di cocaina e si gonfiano di Fernet Branca e vodka. Sparano a persone disarmate, colte all'improvviso o prese alle spalle. Non si sono mai confrontati con altri uomini armati. Dinnanzi a questi tremerebbero, e invece si sentono forti e sicuri uccidendo inermi, spesso anziani o ragazzi giovani. Ingannandoli e prendendoli alle spalle.

E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com'è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, "così è sempre stato e sempre sarà così"?

Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione? Che in fondo tutti hanno di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient'altro. Vi bastano queste risposte per farvi andare avanti? Vi basta dire "non faccio niente di male, sono una persona onesta" per farvi sentire innocenti? Lasciarvi passare le notizie sulla pelle e sull'anima. Tanto è sempre stato così, o no? O delegare ad associazioni, chiesa, militanti, giornalisti e altri il compito di denunciare vi rende tranquilli? Di una tranquillità che vi fa andare a letto magari non felici ma in pace? Vi basta veramente?

Questo gruppo di fuoco ha ucciso soprattutto innocenti. In qualsiasi altro paese la libertà d'azione di un simile branco di assassini avrebbe generato dibattiti, scontri politici, riflessioni. Invece qui si tratta solo di crimini connaturati a un territorio considerato una delle province del buco del culo d'Italia. E quindi gli inquirenti, i carabinieri e poliziotti, i quattro cronisti che seguono le vicende, restano soli. Neanche chi nel resto del paese legge un giornale, sa che questi killer usano sempre la stessa strategia: si fingono poliziotti. Hanno lampeggiante e paletta, dicono di essere della Dia o di dover fare un controllo di documenti. Ricorrono a un trucco da due soldi per ammazzare con più facilità. E vivono come bestie: tra masserie di bufale, case di periferia, garage.

Hanno ucciso sedici persone. La mattanza comincia il 2 maggio verso le sei del mattino in una masseria di bufale a Cancello Arnone. Ammazzano il padre del pentito Domenico Bidognetti, cugino ed ex fedelissimo di Cicciotto e' mezzanotte.

Umberto Bidognetti aveva 69 anni e in genere era accompagnato pure dal figlio di Mimì, che giusto quella mattina non era riuscito a tirarsi su dal letto per aiutare il nonno. Il 15 maggio uccidono a Baia Verde, frazione di Castel Volturno, il sessantacinquenne Domenico Noviello, titolare di una scuola guida. Domenico Noviello si era opposto al racket otto anni prima. Era stato sotto scorta, ma poi il ciclo di protezione era finito. Non sapeva di essere nel mirino, non se l'aspettava. Gli scaricano addosso 20 colpi mentre con la sua Panda sta andando a fare una sosta al bar prima di aprire l'autoscuola. La sua esecuzione era anche un messaggio alla Polizia che stava per celebrare la sua festa proprio a Casal di Principe, tre giorni dopo, e ancor più una chiara dichiarazione: può passare quasi un decennio ma i Casalesi non dimenticano.

Prima ancora, il 13 maggio, distruggono con un incendio la fabbrica di materassi di Pietro Russo a Santa Maria Capua Vetere. È l'unico dei loro bersagli ad avere una scorta. Perché è stato l'unico che, con Tano Grasso, tentò di organizzare un fronte contro il racket in terra casalese. Poi, il 30 maggio, a Villaricca colpiscono alla pancia Francesca Carrino, una ragazza, venticinque anni, nipote di Anna Carrino, la ex compagna di Francesco Bidognetti, pentita. Era in casa con la madre e con la nonna, ma era stata lei ad aprire la porta ai killer che si spacciavano per agenti della Dia.

Non passa nemmeno un giorno che a Casal di Principe, mentre dopo pranzo sta per andare al "Roxy bar", uccidono Michele Orsi, imprenditore dei rifiuti vicino al clan che, arrestato l'anno prima, aveva cominciato a collaborare con la magistratura svelando gli intrighi rifiuti-politica-camorra. È un omicidio eccellente che fa clamore, solleva polemiche, fa alzare la voce ai rappresentanti dello Stato. Ma non fa fermare i killer.

L'11 luglio uccidono al Lido "La Fiorente" di Varcaturo Raffaele Granata, 70 anni, gestore dello stabilimento balneare e padre del sindaco di Calvizzano. Anche lui paga per non avere anni prima ceduto alle volontà del clan. Il 4 agosto massacrano a Castel Volturno Ziber Dani e Arthur Kazani che stavano seduti ai tavoli all'aperto del "Bar Kubana" e, probabilmente, il 21 agosto Ramis Doda, venticinque anni, davanti al "Bar Freedom" di San Marcellino. Le vittime sono albanesi che arrotondavano con lo spaccio, ma avevano il permesso di soggiorno e lavoravano nei cantieri come muratori e imbianchini.

Poi il 18 agosto aprono un fuoco indiscriminato contro la villetta di Teddy Egonwman, presidente dei nigeriani in Campania, che si batte da anni contro la prostituzione delle sue connazionali, ferendo gravemente lui, sua moglie Alice e altri tre amici.

Tornano a San Marcellino il 12 settembre per uccidere Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, massacrati mentre stavano facendo manutenzione ai camion della ditta di trasporti di cui il primo era titolare. Anche lui non aveva obbedito, e chi gli era accanto è stato ucciso perché testimone.

Infine, il 18 settembre, trivellano prima Antonio Celiento, titolare di una sala giochi a Baia Verde, e un quarto d'ora dopo aprono un fuoco di 130 proiettili di pistole e kalashnikov contro gli africani riuniti dentro e davanti la sartoria "Ob Ob Exotic Fashion" di Castel Volturno. Muoiono Samuel Kwaku, 26 anni, e Alaj Ababa, del Togo; Cristopher Adams e Alex Geemes, 28 anni, liberiani; Kwame Yulius Francis, 31 anni, e Eric Yeboah, 25, ghanesi, mentre viene ricoverato con ferite gravi Joseph Ayimbora, 34 anni, anche lui del Ghana. Solo uno o due di loro avevano forse a che fare con la droga, gli altri erano lì per caso, lavoravano duro nei cantieri o dove capitava, e pure nella sartoria.

Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi, nonostante tutto, neanche se n'è parlato. Neanche si era a conoscenza da Roma in su di questa scia di sangue e di questo terrorismo, che non parla arabo, che non ha stelle a cinque punte, ma comanda e domina senza contrasto.

Ammazzano chiunque si opponga. Ammazzano chiunque capiti sotto tiro, senza riguardi per nessuno. La lista dei morti potrebbe essere più lunga, molto più lunga. E per tutti questi mesi nessuno ha informato l'opinione pubblica che girava questa "paranza di fuoco". Paranza, come le barche che escono a pescare insieme in alto mare. Nessuno ne ha rivelato i nomi sino a quando non hanno fatto strage a Castel Volturno.

Ma sono sempre gli stessi, usano sempre le stesse armi, anche se cercano di modificarle per trarre in inganno la scientifica, segno che ne hanno a disposizione poche. Non entrano in contatto con le famiglie, stanno rigorosamente fra di loro. Ogni tanto qualcuno li intravede nei bar di qualche paesone, dove si fermano per riempirsi d'alcol. E da sei mesi nessuno riesce ad acciuffarli.

Castel Volturno, territorio dove è avvenuta la maggior parte dei delitti, non è un luogo qualsiasi. Non è un quartiere degradato, un ghetto per reietti e sfruttati come se ne possono trovare anche altrove, anche se ormai certe sue zone somigliano più alle hometown dell'Africa che al luogo di turismo balneare per il quale erano state costruite le sue villette. Castel Volturno è il luogo dove i Coppola edificarono la più grande cittadella abusiva del mondo, il celebre Villaggio Coppola.

Ottocentosessantatremila metri quadrati occupati col cemento. Che abusivamente presero il posto di una delle più grandi pinete marittime del Mediterraneo. Abusivo l'ospedale, abusiva la caserma dei carabinieri, abusive le poste. Tutto abusivo. Ci andarono ad abitare le famiglie dei soldati della Nato. Quando se ne andarono, il territorio cadde nell'abbandono più totale e divenne tutto feudo di Francesco Bidognetti e al tempo stesso territorio della mafia nigeriana.

I nigeriani hanno una mafia potente con la quale ai Casalesi conveniva allearsi, il loro paese è diventato uno snodo nel traffico internazionale di cocaina e le organizzazioni nigeriane sono potentissime, capaci di investire soprattutto nei money transfer, i punti attraverso i quali tutti gli immigrati del mondo inviano i soldi a casa. Attraverso questi, i nigeriani controllano soldi e persone. Da Castel Volturno transita la coca africana diretta soprattutto in Inghilterra. Le tasse sul traffico che quindi il clan impone non sono soltanto il pizzo sullo spaccio al minuto, ma accordi di una sorta di joint venture. Ora però i nigeriani sono potenti, potentissimi. Così come lo è la mafia albanese, con la quale i Casalesi sono in affari.

E il clan si sta slabbrando, teme di non essere più riconosciuto come chi comanda per primo e per ultimo sul territorio. Ed ecco che nei vuoti si insinuano gli uomini della paranza. Uccidono dei pesci piccoli albanesi come azione dimostrativa, fanno strage di africani - e fra questi nessuno viene dalla Nigeria - colpiscono gli ultimi anelli della catena di gerarchie etniche e criminali. Muoiono ragazzi onesti, ma come sempre, in questa terra, per morire non dev'esserci una ragione. E basta poco per essere diffamati.

I ragazzi africani uccisi erano immediatamente tutti "trafficanti" come furono "camorristi" Giuseppe Rovescio e Vincenzo Natale, ammazzati a Villa Literno il 23 settembre 2003 perché erano fermi a prendere una birra vicino a Francesco Galoppo, affiliato del clan Bidognetti. Anche loro furono subito battezzati come criminali.

Non è la prima volta che si compie da quelle parti una mattanza di immigrati. Nel 1990 Augusto La Torre, boss di Mondragone, partì con i suoi fedelissimi alla volta di un bar che, pur gestito da italiani, era diventato un punto di incontro per lo spaccio degli africani. Tutto avveniva sempre lungo la statale Domitiana, a Pescopagano, pochi chilometri a nord di Castel Volturno, però già in territorio mondragonese. Uccisero sei persone, fra cui il gestore, e ne ferirono molte altre. Anche quello era stato il culmine di una serie di azioni contro gli stranieri, ma i Casalesi che pure approvavano le intimidazioni non gradirono la strage. La Torre dovette incassare critiche pesanti da parte di Francesco "Sandokan" Schiavone. Ma ora i tempi sono cambiati e permettono di lasciar esercitare una violenza indiscriminata a un gruppo di cocainomani armati.

Chiedo di nuovo alla mia terra che immagine abbia di sé. Lo chiedo anche a tutte quelle associazioni di donne e uomini che in grande silenzio qui lavorano e si impegnano. A quei pochi politici che riescono a rimanere credibili, che resistono alle tentazioni della collusione o della rinuncia a combattere il potere dei clan. A tutti coloro che fanno bene il loro lavoro, a tutti coloro che cercano di vivere onestamente, come in qualsiasi altra parte del mondo. A tutte queste persone. Che sono sempre di più, ma sono sempre più sole.

Come vi immaginate questa terra? Se è vero, come disse Danilo Dolci, che ciascuno cresce solo se è sognato, voi come ve li sognate questi luoghi? Non c'è stata mai così tanta attenzione rivolta alle vostre terre e quel che vi è avvenuto e vi avviene. Eppure non sembra cambiato molto. I due boss che comandano continuano a comandare e ad essere liberi. Antonio Iovine e Michele Zagaria. Dodici anni di latitanza. Anche di loro si sa dove sono. Il primo è a San Cipriano d'Aversa, il secondo a Casapesenna. In un territorio grande come un fazzoletto di terra, possibile che non si riesca a scovarli?

È storia antica quella dei latitanti ricercati in tutto il mondo e poi trovati proprio a casa loro. Ma è storia nuova che ormai ne abbiano parlato più e più volte giornali e tv, che politici di ogni colore abbiano promesso che li faranno arrestare. Ma intanto il tempo passa e nulla accade. E sono lì. Passeggiano, parlano, incontrano persone.

Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un'enorme bara con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più ricorrente e banale: "Quello s'è fatto i soldi". Col mio lavoro di scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro? Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate?

Loro che per lo smaltimento di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500 milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino all'84% per cento? Soldi veri che generano, secondo l'Osservatorio epidemiologico campano, una media di 7.172,5 morti per tumore all'anno in Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie parole, o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com'è possibile che si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com'è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di fronte a tutto questo io rimango incredulo e sgomento e anche ferito al punto che fatico a trovare la mia voce.

Perché il dolore porta ad ammutolire, perché l'ostilità porta a non sapere a chi parlare. E allora a chi devo rivolgermi, che cosa dico? Come faccio a dire alla mia terra di smettere di essere schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli? Oggi qui in questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno. Penso a tutti i compleanni passati così, da quando ho la scorta, un po' nervoso, un po' triste e soprattutto solo.

Penso che non potrò mai più passarne uno normale nella mia terra, che non potrò mai più metterci piede. Rimpiango come un malato senza speranze tutti i compleanni trascurati, snobbati perché è solo una data qualsiasi, e un altro anno ce ne sarà uno uguale. Ormai si è aperta una voragine nel tempo e nello spazio, una ferita che non potrà mai rimarginarsi. E penso pure e soprattutto a chi vive la mia stessa condizione e non ha come me il privilegio di scriverne e parlare a molti.

Penso ad altri amici sotto scorta, Raffaele, Rosaria, Lirio, Tano, penso a Carmelina, la maestra di Mondragone che aveva denunciato il killer di un camorrista e che da allora vive sotto protezione, lontana, sola. Lasciata dal fidanzato che doveva sposare, giudicata dagli amici che si sentono schiacciati dal suo coraggio e dalla loro mediocrità. Perché non c'era stata solidarietà per il suo gesto, anzi, ci sono state critiche e abbandono. Lei ha solo seguito un richiamo della sua coscienza e ha dovuto barcamenarsi con il magro stipendio che le dà lo stato.

Cos'ha fatto Carmelina, cos'hanno fatto altri come lei per avere la vita distrutta e sradicata, mentre i boss latitanti continuano a poter vivere protetti e rispettati nelle loro terre? E chiedo alla mia terra: che cosa ci rimane? Ditemelo. Galleggiare? Far finta di niente? Calpestare scale di ospedali lavate da cooperative di pulizie loro, ricevere nei serbatoi la benzina spillata da pompe di benzina loro? Vivere in case costruite da loro, bere il caffè della marca imposta da loro (ogni marca di caffè per essere venduta nei bar deve avere l'autorizzazione dei clan), cucinare nelle loro pentole (il clan Tavoletta gestiva produzione e vendita delle marche più prestigiose di pentole)?

Mangiare il loro pane, la loro mozzarella, i loro ortaggi? Votare i loro politici che riescono, come dichiarano i pentiti, ad arrivare alle più alte cariche nazionali? Lavorare nei loro centri commerciali, costruiti per creare posti di lavoro e sudditanza dovuta al posto di lavoro, ma intanto non c'è perdita, perché gran parte dei negozi sono loro? Siete fieri di vivere nel territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più alti tassi di povertà? Passare il tempo nei locali gestiti o autorizzati da loro? Sedervi al bar vicino ai loro figli, i figli dei loro avvocati, dei loro colletti bianchi? E trovarli simpatici e innocenti, tutto sommato persone gradevoli, perché loro in fondo sono solo ragazzi, che colpa hanno dei loro padri.

E infatti non si tratta di stabilire colpe, ma di smettere di accettare e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c'è ordine, che almeno c'è lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare avanti per la propria strada. Che basta fare questo e nella nostra terra si è già nel migliore dei mondi possibili, o magari no, ma nell'unico mondo possibile sicuramente.

Quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora dobbiamo vedere i migliori emigrare e i rassegnati rimanere? Siete davvero sicuri che vada bene così? Che le serate che passate a corteggiarvi, a ridere, a litigare, a maledire il puzzo dei rifiuti bruciati, a scambiarvi quattro chiacchiere, possano bastare? Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c'è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati? Come è possibile che solo gli ultimi degli ultimi, gli africani di Castel Volturno che subiscono lo sfruttamento e la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo una volta tirare fuori più rabbia che paura e rassegnazione? Non posso credere che un sud così ricco di talenti e forze possa davvero accontentarsi solo di questo.

La Calabria ha il Pil più basso d'Italia ma "Cosa Nuova", ossia la ?ndrangheta, fattura quanto e più di una intera manovra finanziaria italiana. Alitalia sarà in crisi, ma a Grazzanise, in un territorio marcio di camorra, si sta per costruire il più grande aeroporto italiano, il più vasto del Mediterraneo. Una terra condannata a far circolare enormi capitali senza avere uno straccio di sviluppo vero, e invece ha danaro, profitto, cemento che ha il sapore del saccheggio, non della crescita.

Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L'alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perché è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla.

Ma non avere più paura non sarebbe difficile. Basterebbe agire, ma non da soli. La paura va a braccetto con l'isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro crea altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che immobilizza, erode, lentamente manda in rovina.

"Si può edificare la felicità del mondo sulle spalle di un unico bambino maltrattato?", domanda Ivan Karamazov a suo fratello Aljo?a. Ma voi non volete un mondo perfetto, volete solo una vita tranquilla e semplice, una quotidianità accettabile, il calore di una famiglia. Accontentarvi di questo pensate che vi metta al riparo da ansie e dolori. E forse ci riuscite, riuscite a trovare una dimensione in cui trovate serenità. Ma a che prezzo?

Se i vostri figli dovessero nascere malati o ammalarsi, se un'altra volta dovreste rivolgervi a un politico che in cambio di un voto vi darà un lavoro senza il quale anche i vostri piccoli sogni e progetti finirebbero nel vuoto, quando faticherete ad ottenere un mutuo per la vostra casa mentre i direttori delle stesse banche saranno sempre disponibili con chi comanda, quando vedrete tutto questo forse vi renderete conto che non c'è riparo, che non esiste nessun ambito protetto, e che l'atteggiamento che pensavate realistico e saggiamente disincantato vi ha appestato l'anima di un risentimento e rancore che toglie ogni gusto alla vostra vita.

Perché se tutto ciò è triste la cosa ancora più triste è l'abitudine. Abituarsi che non ci sia null'altro da fare che rassegnarsi, arrangiarsi o andare via. Chiedo alla mia terra se riesce ancora ad immaginare di poter scegliere. Le chiedo se è in grado di compiere almeno quel primo gesto di libertà che sta nel riuscire a pensarsi diversa, pensarsi libera. Non rassegnarsi ad accettare come un destino naturale quel che è invece opera degli uomini.

Quegli uomini possono strapparti alla tua terra e al tuo passato, portarti via la serenità, impedirti di trovare una casa, scriverti insulti sulle pareti del tuo paese, possono fare il deserto intorno a te. Ma non possono estirpare quel che resta una certezza e, per questo, rimane pure una speranza. Che non è giusto, non è per niente naturale, far sottostare un territorio al dominio della violenza e dello sfruttamento senza limiti. E che non deve andare avanti così perché così è sempre stato. Anche perché non è vero che tutto è sempre uguale, ma è sempre peggio.

Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l'immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più.

Copyright 2008
by Roberto Saviano
Published by arrangement
of Roberto Santachiara
Literary Agency

(22 settembre 2008)

15 luglio 2008

I pianisti a Montecitorio

E' proprio vero, a Veltroni non ne va bene una. Dopo l'alleanza con Di Pietro e l'Italia dei Valori ormai naufragata, il Partito Democratico deve fare i conti anche con i danni di immagine che i suoi deputati continuano a provocare.
Come riporta il Giornale con alcuni scatti fotografici, il ministro Livia Turco è stato sorpresa a votare per un collega assente per fare in modo che il lodo Schifani ora lodo Alfano alla Camera dei deputati non passasse.
Purtroppo le è andata male visto che il testo passerà in Senato.

Ora mi chiedo è possibile che nel 2008 ancora non si riesca a trovare un rimedio contro i "pianisti" ?
Siamo un paese tecnologicamente ormai arretrato, basterebbe un piccolo sistema centralizzato con rilevazione di impronte digitali per mettere fine a tutto.
Per non parlare poi della assoluta differenza di trattamento con i normali cittadini. Se io mi presentassi in un seggio a votare con un documento falso probabilmente sarei arrestato, la Turco invece chiederà scusa magari e poi ritornerà al suo posto.

E la cosa vergognosa è che vediamo queste scene continuamente e domani ce ne saremo dimenticati e tutto verrà insabbiato come sempre. Ormai siamo indifferenti a tutto.

10 luglio 2008

La Guzzanti contro tutti

Dopo la manifestazione organizzata nei giorni scorsi dall'Italia dei Valori a cui hanno preso parte i vari Grillo, Travaglio e soci Sabina Guzzanti ha replicato alle accuse del presidente della camera Fini che ha evidenziato come una piazza non possa essere usata come strumento per lanciare offese e per di più gratuite.
Condivido in parte la denuncia della Guzzanti sulla libertà, non condivido i modi e i tempi.
Che senso ha scagliarsi contro il presidente Fini , contro Napolitano o con il Papa?
Troppo facile mettere tutto in un calderone per poi darlo in pasto alla folla.
I cittadini dovrebbero iniziare a ragionare con la propria testa.A tal proposito una breve digressione sul presidente della Camera.

Prima della caduta del governo Prodi ricordo che tutti proclamarono di fatto lo scioglimento della casa delle Libertà, Fini dichiarò che mai si sarebbe alleato con Berlusconi. Da parte sua il nostro primo ministro fece di tutto per far fuori i vecchi alleati utilizzando anche le proprie televisioni per delegittimare Fini (facendo intendere il tradimento di Fini ai danni per la moglie proprio durante il famigerato Familiy Day).
Poi accade ciò che non ti aspetti. Prodi cade ed ecco tutti allegramente dentro la nuova formazione politica, il Pdl che di politico ha molto e poco dato che difficilmente credo che un partito come Alleanza nazionale si scioglierà per confluirvi.
A sinistra o a centro sinistra non siamo messi meglio. Hanno fatto un'intera campagna elettorale basata sullo spot del partito unico e dell'unico gruppo parlamentare alla camera e al senato. Il giorno dopo scopriamo poi che l'Italia dei Valori di Di Pietro vuole un suo gruppo separato. Fino ad arrivare ad una manifestazione non condivisa da Veltroni.

Fa bene la Guzzanti dunque a portare alla luce le anomalie del nostro paese, certo i modi potrebbero essere più civili ma la sostanza non cambia.

02 luglio 2008

La robin tax : solo benefici ?

La corte dei conti indica alcuni potenziali rischi per in consumatori per quanto riguarda la robin tax così denominata. Ovvero togliere ai ricchi (in questo caso le banche) per distribuire ai poveri (consumatori).
Strano che la federconsumatori o altre associazioni non protestino vigorosamente.
In sostanza più tasse per banche, aziende petrolifere responsabili degli aumenti della benzina ecc ecc rischiano di gravare su un solo settore dell'economia che potrebbe poi "trasferire" queste tasse ai poveri consumatori.
Un pò come successo per il taglio dei costi di ricarica che di fatto è stato scaricato dalle compagnie telefoniche sulle tariffe di noi poveri utenti finali.
Che sia dunque una robin tax davvero a favore delle fasce più deboli. Staremo a vedere.

06 giugno 2008

Obama verso la candidatura

Sarà forse il primo presidente degli Stati Uniti di colore nella storia se dovesse farcela Barack Obama. Si perchè il candidato democratico ha superato di fatto Hillary Clinton nella corsa alla casa bianca. Non è esclusa tuttavia una sorpresa dell'ultima ora anche se pare improbabile che la ex first lady possa spuntarla.
Da parte sua la Clinton pare intenzionata a sostenere la candidatura di Obama ed eventualmente a diventare la vicepresidente in caso di elezione del candidato democratico.
Pare che Hillary e Obama si siano già incontrati nella notte. Staremo a vedere.

03 maggio 2008

I nostri redditi online

Non poteva uscire di scena in peggior modo il governo Prodi con l'ultima trovata : i redditi degli italiani online nome per nome divisi per regione, città e quant'altro.
Pare infatti che nei giorni scorsi su autorizzazione del ministero l'agenzia delle entrate abbia pubblicato tutti i redditi degli italiani direttamente sul sito www.agenzieentrate.it. E si è scatenata immancabilmente la ricerca al quanto guadagna il personaggio famoso piuttosto che il nostro vicino di casa, una vera e propria violazione della privacy.
Un enorme rischio per tutti i cittadini che possono così essere oggetto anche di minacce da parte della criminalità organizzata. Ora perchè servire queste informazioni alla criminalità su un piatto d'argento ? Non ci bastano i problemi che abbiamo, c'era proprio la necessità di perseverare nella follia più totale?
Purtroppo secondo il magistrato Franco Ionta " la divulgazione ha determinato un'esposizione a rischio delle persone"assolutamente evitabile aggiungerei io.
Fortunatamente il sito dell'agenzia delle entrate è andato in tilt ma pare che qualche malfattore sia riuscito comunque a pubblicare i dati su alcuni famosi server peer to peer, esempio emule.
Ormai la frittata è fatta, la rete diffonde le sue informazioni più velocemente di quanto si pensi, bisognava pensarci prima.
Povera giovine Italia!

29 aprile 2008

Roma svolta a destra

Roma svolta a destra. E lo fa in modo storico. Dopo un quindicennio di governo della sinistra la città capitolina ha infatti deciso di cambiare la sua amministrazione affidandosi al centro destra.
In questi giorni i più importanti quotidiani del mondo hanno espresso la loro perplessità sul fatto di affidare la capitale alle destre facendo supporre un ritorno agli anni del fascismo. Ma stiamo davvero scherzando ?
Esiste ancora una destra e una sinistra in Italia ? Per quanto mi riguarda sono molto simili.
Più che la vittoria di Alemanno quella romana mi sembra la sconfitta netta di un centro sinistra stanco e ingessato che non ha saputo cogliere l'opportunità vera nè per rinnovarsi nè per comunicare con i cittadini in modo netto.
Che senso ha andare da soli alle elezioni escludendo la sinistra estrema quando poi si torna tutti allegramente per le comunali ? Addirittura si cercano accordi con l'Udc.
Ha perso il partito democratico e sopratutto Veltroni con le sue scelte che non sono piaciute agli italiani. Ora occorre davvero un ricambio ai vertici del partito ma stavolta serio e non di facciata. I dirigenti sono sempre gli stessi, quindi se rinnovamento deve essere, che lo sia per davvero.

28 aprile 2008

Roma, aria di cambiamento ?

Roma, elezioni comunali 2008. Siamo ormai quasi alla metà delle sezioni scrutinate e Alemanno è in vantaggio con circa il 52% dei voti.
Che sia il segno vero di un cambiamento per questa città. La sinistra non ne azzecca veramente una, dopo il dietro front sul gruppo unico al parlamento e tante promesse ora pare che Roma sia destinata ad un sindaco di centro destra.
La gente è stanca di rom, violenze, stupri e insicurezza. Vedremo se la nuova amministrazione riuscirà finalmente a fare qualcosa di concreto.

19 aprile 2008

Veltroni e l'Italia dei valori ?

Le elezioni appena concluse ci hanno mostrato ancora una volta la fragilità della sinistra italiana.
Tutta la strategia di comunicazione di Veltroni era infatti centrata attorno ad uno slogan :"La differenza tra noi (PD e Italia dei valori ) e loro (PDl e Lega Nord) è che loro non sono un partito mentre noi abbiamo fatto un processo lungo e coraggioso da cui è nato il Partito Democratico, quindi avremo un unico gruppo parlamentare".
Bella semplificazione direte voi, anche se c'era qualcosa di strano nell'aria. Non solo io infatti ma anche altri avevano notato delle incongruenze. Perchè quando parla di èPietro ci tiene a sottolineare che "noi dell'italia dei valori", "l'italia dei valori", "il mio schieramento" si impegnerà, farà eccetera eccetera ?
Io mi chiedevo una cosa molto semplice. Se Veltroni ha detto che l'Italia dei valori confluirà nel Partito Democratico dopo le elezioni perchè non dice "noi del partito democratico" ?
Il dopo elezioni ci ha mostrato il perchè.
Oggi vengo a sapere che Di Pietro vuole il suo gruppo parlamentare, quello dell'Italia dei Valori.
Certo ! Condividiamo tutti. Gruppo indipendente, dunque finanziamento!
L'Italia dei Valori, o l'Italia dell'incoerenza ?
Come può il centro sinistra vincere le elezioni se è sottoposta a continui danni di immagine ?
Gli italiani non sono mica stupidi.

07 aprile 2008

Corsi di lingua inglese

Dopo la gaffe di Luca Luciani motivatore dei lavoratori Telecom, che ha trasformato la più grande sconfitta di Napoleone in una vittoria assistiamo in questi giorni a una serie di strafalcioni in campagna elettorale.
Le elezioni arrivano e dunque via a promesse e spot elettorali. Fra le altre cose molti politici propongono interventi nella scuola, l'introduzione delle nuove tecnologie e il potenziamento dello studio della lingua inglese.
Si concordiamo, tuttavia loro stessi più che pensare ai corsi di lingua inglese dovrebbero pensare a fare dei corsi di lingua italiana.

Lunedì prossimo avremo un nuovo governo, speriamo bene!

16 febbraio 2008

Petrolio : quando finirà ?

Uno dei temi che interessano tutto il pianeta negli ultimi anni è sicuramente la produzione dell'energia necessaria a far funzionare tutto il nostro sistema. Si sa che alcune fonti come il petrolio e il gas sono destinate a finire. Alcuni ricercatori prevedono addirittura la fine del petrolio in tempi brevi, si parla del 2050.Ma quando finirà effettivamente il petrolio ?La cosa strana in tutta la faccenda è che tutte le aziende che ruotano attorno all'universo petrolio fanno altissimi profitti riducendo al minimo gli investimenti nel settore. Pensiamo ad esempio che alcune multinazionali del greggio come Shell, Bp e altre hanno realizzato negli ultimi anni profitti per centinaia di miliardi di dollari.Ora in qualunque settore dello sviluppo quando si fa un enorme profitto solitamente si ricorre poi ad investimenti in modo da aumentare la produzione per soddisfare sempre di più la crescente di richiesta. Dal petrolio oggi si ricavano tantissimi prodotti, ad esempio la benzina.E alloa ci si chiede come mai gli investimenti continuano a scendere ?Semplice. Come sostengono alcuni ricercatori la crisi del petrolio non è congiunturale ma bensì strutturale, si punta più a fare profitti che ad investire nella produzione e nell'approviggionamento.Per non parlare poi degli investimenti destinati alle energie alternative. Le multinazionali insomma puntano negli ultimi anni a distribuire dividendi fra gli azionisti forse perchè si ha scarsa fiducia nella scoperta di nuovi bacini e giacimenti.Ovvero il petrolio sta finendo ... la questione energia è aperta.

11 febbraio 2008

Signori si parte!

Eh si era nell'aria ed ora è ufficiale, il 13 aprile avremo le tanto sperate elezioni politiche. Finalmente basta con il governo delle tasse, dell'indulto, dell'indecisione e dei litigi continui. Consegneremo il paese al governo delle leggi ad personam, il ritorno di Berlusconi è prossimo e ormai imminente.
E a quanto pare non sarà da solo ....
Sembra infatti che l'ex ministro Clemente Mastella farà confluire l'udeur nel nuovo partito del popolo della libertà (forse un nome più corto sarebbe stato più significativo ma forse è lungo in omaggio al gran numero di partitini che lo popoleranno).
Giorni fa ero in treno sull'eurostar quando improvvisamente noto che ci fermiamo in un paesino strano, un paesino di 3000 abitanti, Ceppaloni.
Dov'è Ceppaloni ? Semplice è il paese dell'ex guardasigilli Mastella. Ora fa una certa impressione sapere che verranno tagliati gli eurostar sulla linea Lecce - Bari ed esista invece un treno del genere che fra le sue fermate ha Ceppaloni!
W l'italie!

10 ottobre 2007

Politica e antipolitica

Stiamo assistendo ormai da troppi mesi a dibattiti che sono essenzialmente orientati allo scontro politico. Si dibatte sull'ormai arcinota questione dell'antipolitica di Grillo, sulla nascita del nuovo partito democratico e della corrente della nuova sinistra europea. Antipolitica poi perchè ? Se Grillo ha suscitato tanto clamore e la manifestazione del V Day ha avuto quella rilevanza probabilmente i cittadini italiani avvertono in modo molto forte il distacco da un certo tipo di politica, non sicuramente dai temi politici di attualità. Temi come l'energia, l'ambiente, il lavoro, la sicurezza, la scuola e la ricerca scientifica sono trasversali e non sono sicuramente più di destra o di sinistra. Quando Grillo parla direttamente o tramite il suo gruppo di esperti di energia, di lavoro non fa politica forse ? Quando i cittadini discutono in modo libero e civile di previdenza sociale non fanno forse politica ?
Come ha ricordato più volte in questi giorni anche il presidente della repubblica, dovremmo essere più attenti e avere il coraggio di dibattere dei problemi concreti, delle misure necessarie a risolvere i problemi del lavoro dei giovani, dell'istruzione che diamo ai nostri figli più che a cercare lo scontro politico con dati alla mano che possono essere perfettamente contestabili.
La gente percepisce un paese diverso da come ci viene presentato sui media, l'italia che ci viene messa davanti non corrisponde a quella che viviamo, chi ci governa farebbe bene a prenderne atto , a fare un bagno di umilità e a iniziare a pensare a misure concrete per il paese.

29 aprile 2007

Tag che passione

E' nato un nuovo portale web in grado di permettere a tutti gli utenti i propri links preferiti attraverso i tags, si chiama Bookmark and tag .
Esiste anche in versione italia Bookmark and tag Italia.

25 settembre 2006

La politica e il tifo da stadio

Da bambino quando andavo allo stadio mi veniva insegnato il tifo per la squadra del cuore. Cori, incitamenti, esultanze. Incitare e sostenere la propria squadra del cuore è bellissimo, e spesso questo va anche contro il concetto di sportività.Se la nostra squadra subirà un torto saremo infatti incacchiati neri mentre se faremo un torto all'avversario senza essere scoperti saremo comunque contenti. che ci frega basta vinciamo!

In questi giorni noto il proliferare di blog e notizie che vanno contro i provvedimenti del governo Prodi, si sottolineano le figuracce e si reclamano a gran voce nuove elezioni evidenziando i contrasti della sinistra.

Ho letto alcune cose sulle figuracce della sinistra, riassumo in breve:

Il caso RAI

Quando Berlusconi criticava alcuni personaggi RAI durante il suo governo fu attaccato duramente. D'Alema invece ha dichiarato sui direttori del Tg1 e Tg2 : "siamo troppo bravi a lasciarli lì ed ora devono andarsene").
Premesso che sono contrattio a qualsiasi forma di lottizzazione e lobby di potere, onestamente non mi sembra che il Tg1 sia stato un bello spettacolo durante il governo della CDL, la stessa Porta porta mi è sembrata quasi a senso unico (ovviamente Vespa è un professionista e va tutelato). Ma perchè allontare un grande giornalista come Enzo Biagi se avevamo dei governanti così liberali ?


Il caso Prodi in Cina

Missione di Stato con Prodi in Cina, impegnato in una settimana di incontri per discutere di rapporti bilaterali, insieme a Confindustria e l'associazione bancari italiana. Se lo avesse fatto Berlusconi sarebbe stato criticato ?
Se l'avesse fatto Berlusconi nessuno avrebbe obiettato, non vedo dove sta lo scandalo. Se per questo Berlusconi è andato a fare una conferenza pro Cdl dall'amico Bush in piena campagna elettorale e nessuno si è strappato i capelli.

Il caso Telecom

Prodi sorpreso dalla ristrutturazione di Telecom: "Circa 10 giorni ho parlato Tronchetti Provera e non mi ha assolutamente detto nulla. Il governo ha diritto di conoscere".Credo legittimo sapere cosa accade ad uno dei più grandi gruppi italiani che pare abbia 40 mld di euro di debiti e sospette intercettazioni.
Tutti credevamo forse che le cosidette intercettazioni illegalifossero condotte per coadiuvare la lotta la terrorismo. In realtà nell'inchiesta in corso sono emersi particolari (fondi neri, fatture false) che rimandano a ben altre attività del dottor Tronchetti Provera. Qualcuno sospetterà anche ma è tutto da provare, che forse le intercettazioni non fossero solo al servizio dei servizi di sicurezza, italiani o alleati. Forse il marito della maomettana Afef avrà qualcosa da spiegare.
Vogliamo poi aggiungere il caso Calciopoli? Chi mi spiega il grande intreccio tra politica e calcio ?
Le intercettazioni non hanno nulla a che fare con il calcio ?
Tronchetti, Telecom, Tronchetti azionista dell'Inter, Inter campione d'Italia, Tronchetti si dimette, Intercettazioni illegali, Serie A TIM (si sapete che si chiama così giusto ?). Se non è conflitto di interessi questo, allora cos'è? Ci saranno tante cose da spiegare credo per il buon dottor Tronchetti. Ovviamente le mie sono solo supposizioni ma ho la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro anche qui.

Ora fatte queste piccole premesse io credo che di figuracce Berlusconi ne abbia fatte molte di più. Voglio ricordare alcune cose brevemente del governo CDL:

La legge sulle rogatorie internazionali.
Approvata in tempi brevi, questa legge disciplina la materia delle rogatorie internazionali oltre che ratificare la convenzione di cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera. Nel passaggio al Senato la legge ha subito due modifiche molto particolari: si può applicare ai processi in corso e annulla le rogatorie macchiate da vizi formali. Ma cosa sono le rogatorie? Sono uno strumento che consente ad un giudice di chiedere ad un collega straniero di compiere atti processuali che esulano dalla sua giurisdizione. Grazie a questa legge sono divenute inutili le imbarazzanti dichiarazioni sui movimenti nei conti correnti esteri fatte da Previti, Squillante e soci.

La legge sulla depenalizzazione del falso in bilancio.
Mossa con la quale si è reso non più perseguibile dalla legge il falso in bilancio, che è da sempre stato uno dei protagonisti del disequilibrio economico del Paese. Oltre ad allontanare investitori esteri, allarmati da uno Stato che non punisce il falso in bilancio, c’è un altro lato molto interessante, molto più pratico: così facendo si sono rese del tutto vane le indagini in corso da anni, che vedevano tra i principali attori Silvio Berlusconi nell’affare “All Iberian”.

La legge Cirami sul legittimo sospetto.
Un terremoto nel panorama giuridico, utile sia a Berlusconi che al suo entourage. Il legittimo sospetto è essenzialmente il dubbio che l'organo di legge chiamato a giudicare non sia imparziale. Il giudice può essere ricusato se ha espresso il proprio orientamento sul processo pubblicamente oppure se ha rapporti con l’imputato.

Il lodo Schifani, la legge blocca processi per le cinque più alte cariche dello Stato.
Chi c'era in queste cinque cariche dello stato? Qualcuno era coinvolto in qualche processo?

Il condono fiscale.
Uno schiaffo morale per i cittadini che hanno sempre regolarmente pagato le loro tasse, uno strumento interessante nelle mani delle aziende di Berlusconi. Alle iniziali dichiarazioni del presidente del Consiglio, si espresse con certezza “Mediaset non si servirà del condono”, è seguita una adesione ed un risparmio di centinaia di milioni di euro.

La legge Gasparri e il decreto salva Rete 4.

La legge elettorale (definita non da me una "porcata"), legge che ha distrutto di fatto ogni rapporto elettore - eletto, ed è servita solo ai soliti noti a sistemare amici, parenti, cugini e quant'altro.

Prodi farà anche le sue figuracce come ho letto in questi giorni, però alcune cose bisogna valutarle con obiettività e senza fare il tifo da stadio. Questa non è una partita, c'è in gioco il bene di tutti noi.Piuttosto questa classe politica ha fatto ormai il suo tempo, questo è il vero problema.

29 agosto 2006

Le pericolose equazioni

Su una cosa siamo quasi tutti d'accordo, Isrele deve cessare le ostilità. Perchè siamo di fronte ad un massacro di civili e ad un numero sempre più crescente di profughi. Tra l'altro lo stato di Israele che non gode già di suo storicamente di grandi simpatie alimenterà con il suo comportamento tutto il risentimento e il fondamentalismo che finirà per tramutarsi inevitabilmente in voglia di vendetta.

Questa guerra non è la guerra di Israele contro il Libano, bensì la guerra di uno stato contro tutto il popolo arabo. Libano, Siria, Iran non potranno che rispondere in futuro ricorrendo a mezzi ormai ben conosciuti dal mondo occidentale come gli attentati kamikaze, la guerra santa, la resistenza con armi.L'obiettivo dichiarato di Israle è quello di disarmare Hezbollah riportando il Libanoa, a quanto sostengono alcuni israeliani nella condizione in cui era tanti anni fa.Non dimentichiamo che in passato Israele non è riuscita nel suo intento ed ha subito costantemente attacchi terroristici, dunque la sua reazione è sproporzionata, credo che non riuscirà a disarmare un fronte tanto organizzato e fortemente radicato nello stato e nella popolazione.
Che la reazione di Israele sia esagerata questo è fuor di dubbio, però stiamo attenti a costruire ad arte le facili equazioni che imperversano in questi giorni.L'UCOI (unione delle comunità ed organizzazioni islamiche) in Italia ha comprato una pagina intera di un giornale per mostrare il suo punto di vista ed è stato anche accusato alimentare con le sue tesi il fondamentalismo.Ieri le stragi del nazismo, oggi quelle di Israele. Fosse ardeatine = libano. Nazismo = israele.Nessuno discute per carità le ragioni che l'ucoi possa avere anche di fronte alla grandissima strage di civili che sta avvenendo, qualcuno però ci dovrebbe spiegare perchè quando Ahmadinejad dice che "la Shoah non è esistita", "Israele è un tumore" , quando Hezbollah dichiara che il suo obiettivo è "la distruzione dello stato di Israele", nessuno obietta o assume una ferma posizione di condanna.

Quando si poteva vivere la città d'estate

Storia di Anna

Quest'anno ho avuto la grande sfortuna di non poter partire per le vacanze. Però ho trovato finalmente lavoro, non potevo prendere le ferie subito all'inizio. La mia giornata inizia malinconicamente in un Agosto umido condito di tanta afa e tranquillità. Molti di voi diranno che nonostante tutto sono fortunata, ho appena ricevuto un incarico di prestigio al mio nuovo lavoro, molti di voi forse neanche ce l'avranno e invece per me ci sono ottime prospettive.Esco di casa alle 7:00, inizio a lavorare prestissimo. Dopo una velocissima colazione, trucco e parrucco scendo prendo l'auto e di corsa al lavoro.Che strana sensazione oggi, Milano vuota poca gente sfortunata come me costretta a lavorare. Chissà dove saranno i miei amici, alcuni saranno in viaggio nelle capitali europee immersi nella storia e nell'arte, altri saranno a prendere la tintarella in chissà quale paradiso.Beh se non altro c'è tanto parcheggio vicino all'ufficio, un posto un pò isolato. E' costeggiato da un ampio suolo pieno di erbacce, cavoli potrebbero dare una pulita. Vedo che qualche anima scende dai pulman e penso chissà come sono annoiati anche loro, siamo proprio sfortunati, niente vacanze quest'anno.Lascio la macchina e scendo, chiudo e faccio per girarmi per recarmi in ufficio. Sento due mani sulla mia bocca, qualcuno è alle mie spalle, ha delle mani grandi scure, il suo odore è fortissimo, cerca di tenermi ferma e immobile, mi intima di seguirlo che non mi succederà nulla. E' sicuramente un africano come ce ne sono molti qui. Cerca di trascinarmi con forza fra le erbacce.Mio Dio il cuore mi sale in gola e comincia a battere all'impazzata, perchè proprio a me lasciami andare ti prego. In un attimo di lucidità folle riesco a dargli un calcio e a fuggire verso l'ufficio, inizio a strillare come una pazza. Qualcuno dagli uffici vicino si affaccia alla finestra, l'uomo fugge via e non lascia tracce dietro di sè.

Varco la porta del palazzo dove c'è il mio ufficio, sono salva ce l'ho fatta. Il mio cuore non si vuole fermare.
Sono proprio fortunata. Ora ho paura.

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Ho pubblicato una parte di questa mail per far capire in che stato versano ormai le nostre povere città italiane. Lo stupro è un reato gravissimo eppure il modo in cui viene affrontato da certi personaggi è a tratti pericolosamente comico.
Passiamo infatti dalle televisioni e giornali che danno tanto spazio ai reati commessi degli extracomunitari forse perchè fa notizia meglio se commessi da magrebini o islamici a giudici che hanno stabilito tempo fa in cassazione che una donna non era più vergine e dunque a chi venisse in mente di stuprarla, sappia d'ora in poi che le sue abitudini sessuali costituiranno in fase di giudizio un'attenuante preziosa.
Non esistono violenze e crimini di serie A e altri meno importanti. Tante donne italiane subiscono per anni violenze dai loro mariti italiani, solo che a molti poco importa perchè non sono di colore o non musulmani.
Le barbarie e i depravati dilagano nel nostro amato bel paese. Ci sono donne che hanno paura a mettere un piede fuori di casa temendo di essere aggredite. Cosa dovremmo fare? Andare in giro armati o assumere una scorta per uscire?
Il governo deve operare assolutamente affinchè queste violenze cessino operando sia con leggi e pene aspre sia attraverso il controllo degli immigrati. Integrazione significa rispetto delle regole, cerchiamo di accogliere delle persone che oltre a lavorare non cerchino di imporre la loro cultura e le loro tradizioni.
La situazione precipita e occorrono interventi rapidi, vogliamo essere liberi di camminare per strada nelle nostre città senza paura e terrore.

18 luglio 2006

Io sto dalla parte della pace

E' guerra, è scontro aperto tra Israele e Libano. Ogni giorno nuovi raid che stanno mettendo in ginocchio la popolazione civile dei due paesi. Razzi su Beirut, razzi di Hezbollah su Israele. E' questa la situazione di tensione nei due paesi ormai, e l'occidente invoca la pace e alla riflessione. Come in tutte le contrapposizioni c'è chi si schiera, chi sostiene le ragioni di Israele per anni soggetto ad attacchi terroristici al confine, a rapimenti di soldati da parte di Hezbollah a barbarie compiute sui civili. Dall'altra parte c'è chi come il presidente francese Chirac definisce gli attacchi di Israele come aberranti, "questo popolo sfortunato sopporta le conseguenze di un comportamento violento e aberrante" dice infatti riferendosi agli attacchi prodotti contro i libanesi. Le conseguenze dei raid sono devastanti in Libano e colpiscono i civili. Tutta questa serie di attacchi porterà ad una vasta opera di ricostruzione e a pagarne le conseguenze saranno gli innocenti. Ma perchè le vittime civili non ci sono anche dall'altra parte ? I civili dello stato di Israele non sono forse tali ?

Stamattina ho seguito su LA7 un dibattito acceso sulla questione con l'ambasciatore dello Stato di Israele che ha rivendicato il diritto dello stato ebraico alla difesa e con una giornalista araba che non ha speso una sola parola per condannare gli attacchi libanesi approvati anzi sostenuti dal governo con la complicità di Siria e Iran che in questo momento non rappresentano certo la parte moderata del Medio Oriente. Un silenzio complice, ci vuole fermezza nel condannare l'odio e il terrorismo.

Io non mi schiero, o meglio sostengo le ragioni della pace. In guerra non c'è da schierarsi c'è solo da fare appelli affinchè non ci sia l'indifferenza di questi giorni da parte dell'Occidente, un silenzio complice e tagliente. Israele si è ritirata ormai da Gaza ma i palestinesi continuano ad attaccare i civili con attacchi terroristici, avanzano con i soldati verso i confini, dice l'ambasciatore di Israele in Italia in un intervista, e ora dobbiamo difenderci. Gli Hezbollah attaccano Israele dal Nord, appoggiati da Siria e Iran (che continua la sua opera di arricchimento di uranio e il rifornimento di armi).

Come sostiene l'ambasciatore il Libano forse ha sottovalutato la forza di Israele, che ora deve difendersi per la sua stessa sopravvivenza nell'indifferenza dell'Occidente Italia compresa che sta alla finestra ad aspettare ma non interviene concretamente, forse pochi interessi da difendere ? Stranamente i nomi dei missili ricordano vagamente qualcosa ...., una fabbricazione diciamo .....

Mentre noi aspettiamo gli Hezbollah lanciano missili su Haifa e gli israeliani rispondono al fuoco. Questo sì che è aberrante! Anche in Israele muoiono i civili. Ed è aberrante! Concorderà con me il presidente Chirac o forse no.

Io sto con la pace.

19 maggio 2006

La cortesia del Policlinico di Bari

Oggi parliamo di un argomento che sta a cuore a tutti, la sanità!
Quante volte vi è capitato nella vostra esperienza di dover prenotare un esame diagnostico, una tac, una ecografia, un esame rx, una risonanza magnetica ?
Immagino tante e tante volte. Purtroppo per noi sento la gente ripetere più o meno le stesse frasi del tipo : "Eh ma al nord funziona tutto bene", "tra la puglia e il nord c'è un abisso". Sarà vero ?
Per mia sfortuna mi sono trovato in questi giorni a fare i conti nuovamente con il Policlinico di Bari, grande polo di competenze ma ahimè a corto di personale (almeno questo riferiscono i dipendenti) e con una innata propensione a trattare male i pazienti ("ma è lo stress!, sono stressati"). Ah ora capisco! E' una pura questione di stress, ecco svelato l'arcano.
Ma negli altri ospedali del centro nord, non si lavora forse come in Puglia ?
Mi ritrovo dunque di fronte ad un dilemma. Devo prenotare un rx e mi ritrovo a Bari. Facendo tesoro delle mie esperienze precedenti, ripeto non in quanto a competenza ma a gentilezza, mi sono sorti atroci dubbi. Che faccio prenoto al Policlinico di Bari ? Ma si dai! Voglio riprovare le stesse avventure!
Scendo nei meandri dei reparti dell'ospedale barese e mi ritrovo in un corridoio lunghissimo senza cartelli, indicazioni, nulla di nulla così mi ritrovo costretto a chiedere all'ingresso. Un gentilissimo e cortese signore mi risponde o meglio farfuglia quattro parole abbastanza incazzato direi e mi dice di scendere da una scala.
Così dopo mille ostacoli trovo finalmente la sala in cui mi attende l'esame. Dopo pochissime ORE di attesa è finalmente il mio turno, mi iniziano a sistemare l'arto pronto per la radiografia in delle posizioni strane. Avendo fatto quell'esame tante volte allora suggerisco alla signora (medico) che forse sta sbagliando, allora la signora monta su tutte le furie e farfuglia di nuovo quelle quattro parole che già avevo avvertito in tempi andati. Poi subito dopo rilegge l'impegnativa, mi da ragione e continua con una pacca sulla spalla. Ok ci siamo! Finalmente!
Finisce l'esame ed aspetto in sala di attesa, mi viene detto che l'esame mi sarà consegnato in un'altra sala distante in un altro corridoio privo di segnaletica, dopo varie vicissitudini ci arrivo.
In mezzo a queste attese fioccano racconti di infermieri (poverini) che lamentano la mancanza di personale e sono costretti a fare turni spaventosi. Lasciano alle 22 la sera e la mattina dopo riprendono alla 6. Nel corridoio c'è gente che attende di fare la radioterapia e prova a chiedere il perchè di tante attese, un signore rischia addirittura l'udito poichè la persona che gli risponde farfuglia nuovamente quattro parole incomprensibili in dialetto barese ma il suo volume è molto vicino a quello di un impianto hi-fi di ultima generazione, un qualcosa del tipo "mo, uno alla volta si entra si capit, attenda! ".
Bene bene, mi sento confortato, trovo infatti lo stesso ambiente che ho trovato nelle precedenti occasioni. Ma qui accade qualcosa che non avrei mai immaginato. Mi chiamano dentro una stanza dove sono riuniti i radiologi a discutere della mia situazione.
Senta, mi chiede gentilmente una dottoressa, perchè sta facendo ques'esame ? Ha già il broncio e questo mi incute un pò di timore. Mi faccio coraggio e attacco il mio racconto con un:
"l'ortopedico ha detto .....". "Non me ne frega niente di quello che ha detto l'ortopedico, i qua nn ved nudd!, io valuto quello che vedo!". Ovvero la signora mi fa notare con molta grazia e gentilezza che basa la sua diagnosi su ciò che vede aggiungendo poi in modo assolutamente distinto e professionale un "gli ortopedici non capiscono un ca....".
A questo punto l'arte del farfugliare continua impertterita e così ordina ad un suo studente "meh scrivi frattura ben consolidata, io mi vado a prendere un caffè" ed esce sempre più imbronciata.
Bene ritiro il mio esame e vado via! Finalmente! Che bello nonostante la prenotazione ho solo aspettato tre ore circa! Sono una persona fortunata, in effetti il signore che doveva fare la radioterapia giù è stato abbandonato a sè stesso e lasciato in corsia in mezzo a tutti, quindi io posso dire veramente di essere fortunato.

Con questo non voglio dire che tutto l'ambiente è così. Al Policnico di sono grandi competenze, ma manca tutta l'infrastruttura di cortesia necessaria a tranquillizzare i pazienti e c'è scarsa organizzazione.
In fondo non è colpa nostra se i tempi di attesa sono biblici, se sbagliano a fare gli esami, se i medici (che penso siano pagati tanto) rispondono malissimo anche ad una semplice richiesta di informazioni. Noi però paghiamo, si è vero anche poco, per ricevere una prestazione.
Sono stressati che ci vuoi fare! Vuol dire che ogni volta che sono stato in un ospedale del centro nord ho trovato solo isole felici. Sono proprio fortunato!

Chiunque voglia raccontare la sua esperienza mi scriva pure.
Policlinico di Bari ? Uhm la prossima volta ci penserò. Un pò di gentilezza non guasta.